Come costruire le competenze digitali a scuola

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Inserito da: 
Pietro Blu Giandonato
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Concetti come digital literacy o competenze digitali sono diventati da un lato l'ultimo hype da cavalcare, dall'altro lo spauracchio degli insegnanti, convinti che i propri studenti sedicenti "nativi digitali" stiano dando loro sempre più distacco nell'uso delle tecnologie.

Da sempre io invece sono convinto che la stragrande maggioranza dei ragazzi non siano affatto competenti digitalmente. Usano il web come noi quarantenni usavamo la TV da adolescenti: la subicono quasi passivamente. Pochissimi sono i giovani in grado di creare contenuti digitali originali, e si limitano a condividere e ricondividere idee, immagini, citazioni, materiale multimediale che trovano in giro, essenzialmente sulle bacheche dei propri amici nel confortevole e narcotizzante recinto di Facebook, che è diventato il nuovo media nel quale pochi creano contenuti e la grande massa lo consuma passivamente.

Non esiste una sola competenza digitale, ma ce ne sono infinite, come pure non è possibile affermare che vi siano persone totalmente incompetenti o competenti dal punto di vista tecnologico.

In un TEDtalk, Doug Belshaw -un esperto di tecnologie e comunicazione- afferma che "il modo migliore per svilupparele digital literacies è concentrarsi sull'interesse delle singole persone, come intrinseca motivazione. Se consideriamo un cerchio che racchiude gli interessi personali e un altro che incorpora le cosiddette 'questioni importanti', è nell'area di sovrapposizione tra i due che andrebbero sviluppate le digital literacies". Insomma, tutto deve partire dalle proprie reali esigenze -qualunque esse siano- e le competenze digitali devono diventare "abilitanti" per poterle soddisfare.

La mia idea è dunque quella di includere nel curricolo di ogni studente, in ogni scuola di ordine e grado, l'acquisizione delle competenze digitali, intese non come banali abilità informatiche stile ECDL (es. saper usare Word, Excel, Powerpoint o fare una ricerca sul web) ma come competenze che abilitano allo studio -e un domani al lavoro- in maniera aumentata, potenziata, sfruttando le tecnologie per i propri obiettivi, le proprie aspirazioni, i propri interessi personali.

Non si tratta quindi solo di "fare informatica" a scuola, ma di insegnare agli studenti come usare le tecnologie in maniera ampia, come strumenti abilitanti e non come sterile know-how. Le tecnologie vanno applicate a contesti reali, casi di studio, problematiche da affrontare nello studio o nel lavoro. Come insegnante sono perfettamente a conoscenza del fatto che curricoli scolastici sono molto rigidi, oltre che già ridotti in termini di ore. Pertanto si può pensare di istituire dei corsi -magari inizialmente facoltativi- da realizzare nel tempo extra curricolare, sfruttando i fondi PON messi a disposizione annualmente dal MIUR.

In realtà, la situazione migliore sarebbe fossero gli insegnanti stessi ad aver maturato le competenze digitali, usandole nell'insegnamento. Un insegnante che impiega le tecnologie nella propria attività didattica dimostra direttamente come queste possano essere usate per studiare e lavorare in modo più efficace, completo, interdisciplinare, coinvolgente, e perché no anche divertente.

Concludo richiamando il processo che porta all'acquisizione delle digital literacies, che sempre secondo Belshaw se motivate dai propri interessi derivano da un mix di 8 elementi chiave che riporto qui sotto:

  1. Culturale – Fondamentale il contesto nel quale la competenza è collocata
  2. Cognitivo – Come pensiamo quando stiamo utilizzando uno specifico dispositivo o mezzo tecnologico? 
  3. Costruttivo – Dobbiamo puntare a usare la tecnologia in modo costruttivo, non passivo.
  4. Comunicativo – Dovremmo utilizzare la tecnologia per migliorare le nostre comunicazioni.
  5. Confidente (Sicuro) – E' necessario essere sicuri di sapere come esplorare/usare/padroneggiare/imparare le tecnologie digitali.
  6. Creativo – Usare la tecnologia in classe richiede creatività, accollandosi anche qualche rischio, non rimaniamo fermi sulle funzioni base quando è possibile sperimentare nuovi usi e idee.
  7. Critico – C'è bisogno di saper guardare in maniera critica le tecnologie che utilizziamo (e per quali scopi).
  8. Civico – Dovremmo utilizzare le tecnologie disponibili per il bene comune, non solo per i propri scopi.

Per ulteriori riferimenti invito a dare un'occhiata qui e un approfondimento e proposta operativa su "I 9 elementi della cittadinanza digitale".

Ultima modifica: 
Giovedì, 31 Luglio, 2014 - 16:52
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